Si è conclusa con la condanna per diffamazione a carico di Gaetano Palladino la lunga diatriba legale tra l’istituto di vigilanza Cittadini dell’Ordine e il segretario nazionale-presidente del Mol – Movimento dei lavoratori. Il Giudice di Pace di Forlì ha infatti condannato Palladino al pagamento di 2.500 euro di multa, oltre alle spese processuali e alle spese di costituzione di parte civile. La pena stabilita è superiore a quanto proposto dal pubblico ministero, che aveva richiesto la condanna a 600 euro di multa, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione.
Al centro del procedimento c’era l’affissione da parte di Gaetano Palladino di volantini all’interno della sede cesenate di Cittadini dell’Ordine, oltre a mail e messaggi WhatsApp, giudicati appunto diffamatori con, si legge nella sentenza, un “provato discredito provocato all’azienda e le conseguenti ricadute negative in termini commerciali di perdita della clientela”.
“Non è condivisibile – argomenta ancora il Giudice di Pace – la valutazione di dette condotte in termini di esercizio del diritto di cronaca e sindacale, non sussistendone i requisiti neppure minimi”.
Cittadini dell’Ordine comunica la propria soddisfazione per la conclusione della vertenza, che – fanno sapere dall’azienda – conferma un operato “sempre caratterizzato dalla massima correttezza”.
La vicenda che vede contrapposti l’istituto di vigilanza, con sedi in tutta la Romagna, e il loro ex dipendente Palladino, va avanti da diversi anni tra continue accuse espresse, appunto, con volantini, messaggi scritti su social network, mail e WhatsApp.
Poco più di un anno fa fu infatti sempre Palladino a lanciare uno sciopero per protestare contro la morte di una guardia giurata ad opera della criminalità, a cui l’azienda rispose con un documento che chiariva “la legittimità e correttezza dell’operato nei confronti dei propri lavoratori”.

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