Bologna, 5 agosto 2025 – Il decreto Giustizia rappresenta “l’ammissione della difficoltà nella quale il sistema si trova”, approvato “in pieno stile italiano, ad agosto, affinché se ne parli il meno possibile”. A dirlo è Giampaolo Di Marco, segretario generale dell’Associazione nazionale forense, che commenta così il testo appena approdato in Consiglio dei ministri.

“Assistiamo a riforme adottate e sistematicamente rinviate, con effetti devastanti sul sistema al momento dell’entrata in vigore e prive di reale efficacia nel tempo”, sottolinea Di Marco, citando i casi dei Giudici di pace e dei Tribunali della Famiglia.

Il segretario Anf critica anche la riforma del processo civile legata al Pnrr: “Non solo rispetto all’Europa, ma soprattutto rispetto al funzionamento concreto del processo, in una fase in cui sarebbe stato necessario rilanciare la giurisdizione post-Covid”.

Quanto alla riforma della Legge professionale, Di Marco osserva che “ancor prima di nascere non trova pace, tra disegni di legge mai pubblicati, deleghe governative ritirate senza motivazioni e un merito non condiviso da tutti”.

La conclusione è amara: “Nulla di nuovo sotto l’ombrellone della Giustizia 2025. Ci aspetta un autunno caldo e diranno che sarà colpa del cambiamento climatico. Intanto l’inverno della Giustizia e della professione forense diventa sempre più lungo e freddo”.Giustizia