La Camera di commercio della Romagna esprime preoccupazione “per la grave situazione del comparto frutticolo, sementiero e cerealicolo delle nostre province, causate, in particolare dai forti fenomeni climatici avversi e dai crescenti attacchi alle culture di insetti e parassiti”.

“L’agricoltura è un settore di storica e grande importanza per i nostri territori – commenta il presidente della Camera di commercio della Romagna Alberto Zambianchi -. Al 30 giugno 2019 registra 8.681 imprese attive. Condivido, pertanto, le preoccupazioni espresse dai componenti delle Commissioni prezzi provinciali e, in qualità di presidente camerale, esorto tutti gli organismi competenti ad adottare tempestivamente  le misure di sostegno necessarie per questo settore particolarmente importante per il nostro sistema economico e sociale”.

La stagione agricola, si legge nella nota della Camera di commercio, è stata caratterizzata da un andamento stagionale anomalo e da fenomeni estremi, con lunghi periodi siccitosi, piogge eccezionali per quantità e intensità, grandinate improvvise e trombe d’aria, insolite per le nostre zone. Tutto ciò ha portato a una drastica riduzione delle produzioni nel settore cerealicolo, in particolare di collina, e a una qualità scadente del prodotto. Il settore frutticolo ha subito le stesse avversità climatiche con rese di produzioni inferiori alla media, con pezzature piccole e di scarsa conservazione. Il settore sementiero ha evidenziato problemi di nascita e di crescita che si sono tradotti in risemine oppure ritardi di produzione. Nell’annata agraria 2019 gli attacchi di insetti e parassiti si sono presentati in maniera massicca, non più marginale come in passato. In particolare si è avuto un attacco molto forte e diffuso di cimice asiatica, che ha causato danni ingenti alle colture frutticole e sementiere, con pesanti perdite economiche per gli agricoltori e con conseguente perdita di competitività del sistema produttivo che non riesce sempre a garantire il prodotto da immettere sul mercato, in termini di quantità e di qualità. Attualmente i metodi di difesa risultano inefficaci, tanto da fare temere che il proliferare delle generazioni di questo insetto, nei prossimi anni, possa causare il mancato raccolto. Un altro parassita dannoso, senza prodotti di difesa, è il moscerino della ciliegia, che, nelle colture colpite, unitamente alle avversità climatiche, ha ridotto la produzione all’azzerramento.