Massimo Isola è il nuovo sindaco di Faenza con il 59% dei voti. Il candidato sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle ha così battuto lo sfidante Paolo Cavina, sostenuto dal centrodestra, che si è fermato al 38%. Isola, che negli ultimi anni ha rivestito la carica di vice sindaco nella giunta di Giovanni Malpezzi, è stato quindi eletto direttamente al primo turno, senza dover passare dal ballottaggio. Si fermano invece all’1% i candidati Roberto Gentilini (Potere al popolo) e Paolo Viglianti (Rifondazione comunista).

“È stata una grande vittoria al termine di una bellissima campagna elettorale – commenta il segretario provinciale del Pd Ravenna Alessandro Barattoni –. Quando, venerdì sera, ho visto la piazza di Faenza piena di giovani, ho capito che eravamo riusciti a raccogliere tanta energia. Il Partito democratico faentino guadagna mille voti rispetto al 2015 e di questo mi complimento con il segretario comunale Maurizio Randi, con tutti i volontari e con i candidati della lista. Massimo Isola ha il grande merito di aver saputo dialogare con tutti, grazie alla sua grande capacità di unire e di mediare e questo è l’approccio giusto per vincere e governare bene. Ora lo faremo per rendere concreto il progetto per Faenza sul quale i cittadini ci hanno dato fiducia”.

Per il MoVimento 5 Stelle l’esperienza di Faenza “è l’unica nota positiva in una tornata elettorale purtroppo molto deludente per noi”, spiega il capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, Silvia Piccinini.

Sull’altro fronte c’è invece il centrodestra, che non è riuscita a strappare la città manfreda al centrosinistra. Il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone è soddisfatto del risultato “che conferma la Lega a secondo partito in roccaforti del sistema di potere consolidato del centro-sinistra. Il progetto alternativo a questo sistema elaborato dal centrodestra e da liste civiche sia a Faenza che a Imola è certamente destinato al successo nel prossimo futuro. Non abbiamo fretta, né crediamo nei miracoli. Non pensiamo di vivere in una realtà virtuale dove si scardinano improvvisamente apparati granitici e centri di potere sedimentati la cui sopravvivenza è legata alla permanenza di maggioranze legate al Pd e al centrosinistra. Ma i segnali di cambiamento sono sempre più forti e incoraggianti”.

Le elezioni portano anche le prime polemiche. In città è stato affisso un manifesto funebre che annuncia la sconfitta di Cavina. Immediate le reazioni del mondo politico.

“Da gesti come questi si misura il basso livello in cui è scaduta l’area del centrosinistra uscita vincitrice dalle urne alle ultime elezioni – accusa Jacopo Morrone -. Se questo è il buongiorno che riservano alla città gli amministratori che guideranno Faenza nei prossimi anni, c’è davvero di che preoccuparsi. A dover essere condannato senza appello non è infatti il gesto in sé, pur grave e disonorevole, di aver elaborato e affisso un manifesto da morto con i nomi del candidato sindaco della parte avversa, uscito sconfitto, e di esponenti delle forze che lo appoggiavano, beffeggiandoli e denigrandoli. A dover allarmare è l’ambiente culturale e politico della sinistra che lo ha prodotto e legittimato”.

Anche il neo sindaco Massimo Isola prende le distanze e parla di “gesto offensivo e di pessimo gusto. È una vergogna”.