La sua utilità e importanza è evidente a tutti, ma nonostante ciò sono ancora molte le imprese che non conoscono a fondo l’industria 4.0. Quest’ultima è da alcuni anni al centro della trasformazione economica ed industriale in Italia e nel mondo. L’Italia ha varato più di quattro anni fa un piano governativo “Piano Impresa 4.0 Plus” che non sempre ha trovato la PMI e i servizi ricettivi. A poco più di un anno dall’inizio della pandemia da Covid-19 ci sono realtà locali dei servizi che riescono ad interpretare meglio i bisogni e contrastare la crisi.
Una di queste è WAP Agency una piccola realtà con sedi in tutta la Romagna (Rimini, Lugo e Faenza). Il successo delle sue campagne digital (in particolare quella rivolta al commercio di vicinato Ama Faenza) la porta ad essere considerata un riferimento per la Romagna.

“Grandi successi frutto di un profondo cambiamento strutturale – spiega l’AD di Wap Agency Giuseppe Falconi – quale la riorganizzazione del reparto creativo in un’unica grande squadra integrata, una visione olistica nella quale tutti contribuiscono, compresi i giovani universitari, superando i confini geografici in cui sono dislocate le tre sedi dell’agenzia. Un cambiamento stimolato da forti investimenti in innovazione, digital e formazione; in una parola investiamo nel capitale umano. Per questo abbiamo scelto di inserire il welfare anche per le ragazze e i ragazzi in stage formativo universitario. Un investimento, quello sui giovani, fondamentale per il futuro dell’agenzia”.
Quello che emerge è un forte legame tra innovazione e formazione anche se molte PMI intervistate (7 su 10) non hanno perfettamente chiaro cosa sia l’Industria 4.0 e a chi sia rivolta. Nove aziende su dieci considerano la digital transformation un aspetto molto importante, ma solo due hanno definito una strategia per dotare i propri dipendenti delle competenze necessarie per una appropriata alfabetizzazione digitale.
Al problema delle competenze e della mancanza di figure professionali adatte a guidare l’innovazione, (non solo nelle PMI) si affianca la difficoltà concreta d’implementazione nei modelli d’impresa attuali, della digitalizzazione.
Secondo una recente indagine di EY, infatti, solo il 14% delle aziende italiane ha già raggiunto uno stato avanzato di sviluppo dei progetti di industria 4.0 e la maggior parte sono le aziende che hanno investito, e da tempo, nella trasformazione digitale.
“La trasformazione digitale – prosegue Falconi – intesa come trasformazione integrata ed orizzontale di tutta la società deve essere programmata e accompagnata da partner e formatori capaci, per questo noi ringraziamo tutti i nostri formatori che ogni giorno ci rendono sempre più digital oriented tanto che ora abbiamo costituito un team per aiutare i nostri clienti in questo processo. Per quanto riguarda il mondo social, la formazione e la ricerca condotta con il dottor Francesco De Nobili, docente ed esperto di comunicazione e digital marketing con all’attivo diversi libri sul tema e docenze ini Master di alta formazione, è certamente stato un punto fermo nel nostro sviluppo. Gli straordinari risultati che l’agenzia sta ottenendo sull’ambito social sono infatti il frutto dell’impegno dei ragazzi arrivati in Wap Agency negli ultimi 2-3 anni ma anche del costante investimento sulla formazione con persone competenti come De Nobili e con le Università con le quali collaboriamo”.
Digitalizzarsi per non morire pare debba diventare un mantra per ogni azienda, dalla manifattura ai servizi, dalla microimpresa alla società per azioni. L’investimento in competenze digital è la chiave per la porta del successo. La formazione è fondamentale per ogni profilo ad ogni livello dell’organigramma aziendale.
La formazione è naturalmente imprescindibile per costruire e potenziare il proprio team di specialisti e manager che gestisce ogni aspetto del digitale: dai contenuti all’e-commerce. Senza le giuste competenze interne non è possibile interfacciarsi compiutamente con i fornitori di servizi digitali, valutandone criticamente i piani offerti, vagliare in modo obiettivo una strategia presentata da un consulente e abbattere ogni sorta di asimmetria informativa e incomprensione che potrebbe crearsi.
Secondo Falconi, anche se in ritardo, qualcosa si sta muovendo nel nostro Paese anche per le PMI. Molte le realtà italiane che stanno creando progetti più maturi e con un’impronta digital ed internazionale più chiara rispetto al passato, pronti a competere degnamente in arene agguerrite come quella del turismo o del settore enogastronomico che ci deve necessariamente trovare pronti e digitali.

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