“Il fattore che ha restituito alla Fondazione la sua mission originaria e peculiare è rappresentato della ripresa delle erogazioni, pur stanziate in misura ancora contenuta ed effettuate con il supporto di “enti terzi”: da troppo tempo non si parlava più di progetti dei nostri enti e associazioni della Bassa Romagna mentre ora abbiamo la certezza che questo percorso è stato nuovamente intrapreso e che faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per sostenerlo adeguatamente e per incrementarne gli effetti, spinti dalle motivazioni di fondo del nostro compito istituzionale”. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo Raffaele Clò spiega così il risultato della gestione 2018.

Il bilancio presenta ancora un saldo negativo, anche se con un miglioramento rispetto a quello degli anni precedenti: la Fondazione ha chiuso l’esercizio con un disavanzo di 233 mila euro. Rispetto a una gestione caratteristica che si presenta in sostanziale pareggio, grazie all’applicazione di politiche di contenimento dei costi divenute sempre più stringenti, il segno negativo del rendiconto è dovuto a minusvalenze per la cessione di immobili e agli oneri fiscali.

“La Fondazione – si legge in una nota – ha avviato nell’autunno scorso le fasi preliminari dell’attività erogativa e ha condiviso con gli enti finanziatori le finalità degli interventi: ciò è stato possibile per le espressioni di solidarietà maturate da parte sia del Fondo di Beneficienza della nostra nuova conferitaria Crédit Agricole Italia, sia dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria dell’Emilia Romagna, che ha operato attraverso il Fondo di Solidarietà che è stato appositamente istituito ed alimentato dalle Fondazioni che, avendo gestioni in avanzo, hanno aderito mettendo a disposizione una quota parte del proprio margine”.

Nella scelta dei progetti e delle iniziative la Fondazione ha assegnato priorità alle situazioni di disagio giovanile e di disabilità, nelle loro varie manifestazioni e all’assistenza a favore di categorie bisognose, al fine di alleviarne le difficoltà più immediate. Primi beneficiari sono stati le associazioni di promozione sociale, gli enti di volontariato e le cooperative sociali, realtà che sono presenti in modo significativo nel nostro territorio e che si sono impegnate in iniziative proprie o realizzate in partenariato con altri enti, in particolare con la scuola dell’obbligo. Attenzione è stata poi riservata agli Istituti di scuola secondaria, mediante il supporto a progetti di sviluppo delle tecnologie che possano promuovere la crescita delle competenze degli studenti in ottica di favorirne il successivo inserimento nel mondo del lavoro.