I sindaci dell’Unione Valle Savio, della Romagna e della Valtiberina toscana e umbra scrivono al ministro dello Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali Luigi Di Maio e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli per sollecitare interventi urgenti a sostegno della popolazione e delle imprese dei loro territori dopo la chiusura dell’E45.

In particolare, i primi cittadini dei Comuni di Cesena e Bagno di Romagna (in rappresentanza dell’Unione Valle Savio), Pieve Santo Stefano e Sansepolcro (in rappresentanza dell’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana) e Città di Castello (in rappresentanza dei Comuni dell’Alto Tevere Umbro) chiedono a Toninelli di convocare a strettissimo giro il “Tavolo di lavoro ministeriale”.

“Era stato lo stesso Ministro Toninelli – commentano il presidente dell’Unione Valle Savio Paolo Lucchi e il vicepresidente Marco Baccini –, nel corso dell’incontro tenutosi a Roma lo scorso 22 gennaio, a manifestare la volontà di attivare un tavolo operativo più ristretto alle Regioni e ai sindaci rappresentativi del territorio, con la necessaria presenza di Anas, per coordinare tempi, operazioni ed informazioni. Per questo, a oltre dieci giorni da quella data, siamo a chiedere di non aspettare altro tempo perché ogni giorno che passa le imprese, i lavoratori ed i cittadini che stanno subendo le conseguenze della chiusura della E45 sono sempre più in difficoltà”.

Inoltre, la Camera di Commercio ha annunciato che porterà da 500mila a 600mila euro il proprio fondo destinato alle imprese, mettendo adisposizione delle cooperative di garanzia delle associazioni un plafond aggiuntivo di 100mila euro che servirà ad abbattere i tassi di interesse per la concessione di nuovi finanziamenti alle imprese in difficoltà a causa della chiusura della E45. Gli istituti bancari Bcc di Sarsina, Bper Banca, CreditComm, Credito Coop. Romagnolo e Crédit Agricole si sono dichiarati pronti ad attivare una moratoria per tutti i finanziamenti attivati da imprenditori e cittadini dei territori colpiti dalla chiusura della superstrada, sia in conto capitale che per interessi, azzerando per 12-18 mesi le rate, senza aggiunta di alcun costo.