Continuano i dissidi tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e Sergio Santi. L’azione di responsabilità votata nelle scorse settimane dal Consiglio generale contro il Presidente emerito ha infatti scatenato numerosi malumori, che sembrano non attenuarsi e proseguono ormai a colpi di diffide e cause. A scatenare la delusione di Santi c’è innanzitutto la sua decadenza dalla qualità di socio, una decisione dovuta secondo la Fondazione, che in una nota ha precisato che “lo Statuto della Fondazione prevede che, in caso di lite con la Fondazione stessa, il socio decada automaticamente”. Così non la pensa però il Presidente emerito, convinto che il primo attacco sia arrivato proprio dagli organi direttivi della Fondazione.

Ad aggravare ancor di più lo scontro c’è l’assemblea dei soci, convocata per il 9 giugno e preceduta nei giorni scorsi da altri incontri preliminari. Appuntamenti a cui Santi ci conferma di non essere stato invitato. Interpellato da Ag Press Romagna, il Presidente emerito della Fondazione racconta la grande delusione e rabbia per il trattamento subito. Mai, ci confessa, avrebbe pensato di diventare per quell’ente che ha guidato per così tanto tempo un ospite indesiderato. Sentimenti che lo hanno spinto a far intervenire i suoi avvocati, che hanno intrapreso una serie di azioni giudiziarie.

Quando un rapporto così duraturo, come quello dell’ingegner Santi con la Fondazione bancaria imolese, si interrompe bruscamente la rottura porta con sé numerosi strascichi e malumori difficili da sanare, almeno nell’immediato. Il Presidente emerito racconta che dagli organi direttivi dell’ente nessuno lo ha mai cercato in queste settimane, mentre diversi soci lo hanno contattato per manifestargli solidarietà.

A proposito di soci, a gravare sulla Fondazione non c’è solo questa situazione, ma anche una profonda preoccupazione da parte di questi ultimi, che sembra abbiano appreso dell’azione di responsabilità contro Santi solo dai giornali, a cose ormai avvenute. Non solo, secondo fonti interne sono diversi i soci che non sono per niente tranquilli a causa della mancanza di informazioni complete sulla situazione patrimoniale dell’ente. Sempre secondo una fonte pare che la Fondazione abbia preso in considerazione l’idea di trasferire parte dei suoi capitali all’estero, per la precisione in Lussemburgo, e che le preoccupazioni si estendano anche al bilancio, che secondo fonti interne riporta dati poco congruenti. Sull’argomento abbiamo chiesto conferma alla Fondazione che però al momento non ci ha fatto ancora pervenire nessuna risposta.

La sfida, ora anche legale, tra Santi e la Fondazione sembra solo all’inizio.