È stato sindaco di Lugo dal 1993 al 2004 e anche se adesso lavora a Genova continua a interessarsi alla città che l’ha visto primo cittadino. Maurizio Roi, attualmente sovrintendente del teatro “Carlo Felice”, commenta i risultati delle ultime elezioni, con un’attenzione particolare a Lugo e alla crescita della Lega.

Come giudica il risultato delle ultime elezioni nella provincia di Ravenna?
Il risultato delle amministrative nel Ravennate è buono, in particolare sono molto contento di Lugo. Non era facile, ricordo che cinque anni fa fummo costretti al ballottaggio.

A cosa è dovuta, secondo lei, la rielezione di Ranalli fin dal primo turno?
È significativo che persone e ambienti che inizialmente avevano dato ascolto a un’esperienza finto-civica come quella della “Buona Politica” si siano alleati con il Pd e schierati con il sindaco Ranalli. Penso ad esempio ai Repubblicani, al mondo cattolico e a tante singole persone. Quell’esperienza politicamente si è chiusa ieri e la ragione è che non era buona.

A suo parere cosa ha determinato questo balzo in avanti della destra?
Il vistoso calo di consensi della sinistra e la crescita della Lega nelle frazioni, ci dice che abbiamo anche noi le nostre periferie, luoghi dove più si percepisce l’insicurezza, la marginalità, la difficoltà di accedere ai servizi, la sensazione di non avere futuro. Sono le nostre periferie, che sono diverse da quelle urbane, quelle di cui occorre occuparsi con attenzione per rilanciare la qualità e il ruolo del territorio agricolo, oltre a garantire accesso ai servizi e alle opportunità.

Cosa deve fare la sinistra per ripartire dopo le elezioni?
Nei prossimi giorni si potrà approfondire l’analisi del voto, esaminarne flussi e sfaccettature, a partire dai molti cambi di segno tra il voto per il Parlamento europeo e quello per i Comuni. Però il segno chiaro e prepotente è che la destra è culturalmente egemone in Italia e anche in Emilia-Romagna. Sono i suoi valori, le sue parole d’ordine, la sua visione del mondo a dominare il dibattito politico e maggioritario tra la gente anche nella nostra regione. Il dato elettorale semplicemente lo certifica. Questo è il problema della sinistra, riportare i propri valori, le proprie
idee e visione del mondo, le proprie parole al centro del dibattito politico e del sentire della gente. Non è un problema solo di comunicazione, è culturale e d’idee e di coerenza tra valori, scelte e azioni.

Come fare allora per riconquistare i voti perduti in Emilia-Romagna?
In Emilia-Romagna non possiamo essere i custodi anche efficaci del presente, dobbiamo essere costruttori di futuro e quindi tracciare strade nuove, essere all’avanguardia nei servizi, nella salvaguardia dell’ambiente, nella protezione, nella qualità della vita, del lavoro e dei diritti, nell’equità e giustizia, nella diffusione della cultura, nella costruzione di un modo di vita dolce e inclusivo.