RIparte da novembre la stagione di prosa del Teatro Stignani di Imola.

La stagione debutta ufficialmente il 27 novembre con Leo Gullotta e un classico del teatro pirandelliano: Pensaci, Giacomino. Il testo racconta di una fanciulla che rimasta incinta del suo giovane fidanzato non sa come portare avanti questa gravidanza. Il professor Toti pensa di poterla aiutare chiedendola in moglie per poi autorizzarla a godere della sua pensione il giorno in cui lui non ci sarà più. Naturalmente la società civile si scaglia contro questa decisione, a discapito della piccola creatura che nel frattempo è venuta al mondo.

Per il secondo appuntamento della stagione, un testo che dipinge il ritratto del politico per eccellenza: Winston Churchill. In un presente onirico in cui la sua intera esistenza è compresente, si confrontano e si scontrano l’uomo privato e lo statista, le due anime di colui che forse, grazie alle sue scelte politiche, ha salvato l’umanità dall’autodistruzione durante il bellicoso trentennio che va dal 1915 al 1945. Sul palco ci sarà Giuseppe Battiston.

Ad aprire il nuovo anno è un musical: School of Rock, storia di Dewey Finn, un bravissimo chitarrista rock, talmente scalmanato che la sua band decide di cacciarlo. Perennemente senza soldi, si spaccia per il supplente di una prestigiosa scuola, ma invece di insegnare materie di cui non sa nulla, il chitarrista inizia a tenere lezioni particolari ai suoi studenti, interamente incentrate sulla musica. Accanto a Lillo, celebre attore comico del duo Lillo & Greg, c’è uno strabiliante cast di 30 performer, con 14 giovani talenti protagonisti tra gli 11 e i 14 anni (tra loro baby musicisti di incredibile talento) cresciuti tra i 90 allievi dell’Accademia Sistina.

A fine gennaio arriva “Romeo & Giulietta. Nati sotto contraria stella” con Ale e Franz. A dispetto del titolo, lo spettacolo non è incentrato sulla vicenda di Romeo e Giulietta, ma  su quella di sette vecchi comici girovaghi che si presentano al pubblico per interpretare la dolorosa storia degli amanti shakespeariani. Sanno bene che è una storia che già tutti conoscono, ma loro vogliono raccontarla osservando il più autentico spirito elisabettiano. Sono tutti uomini e ognuno di loro interpreta più personaggi, anche quelli femminili. Il problema è che le buone intenzioni non si sposano con le loro effettive capacità di stare in scena.

Il quinto spettacolo in cartellone si rifà al romanzo gotico per eccellenza: Dracula. La vicenda si apre con un viaggio tra lupi che ululano, grandi banchi di foschia e croci ai bordi delle strade. Il giovane procuratore londinese Jonathan Harker è incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra effettuato da un nobile del luogo. Non immagina la sciagura che lo attende. Luigi Lo Cascio veste i panni dello sventurato Jonathan Harker, mentre a Sergio Rubini (regista e autore dell’adattamento teatrale insieme a Carla Cavalluzzi) spetta il compito di interpretare il vecchio e sempre caparbio Van Helsing.

“Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” trae spunto dal celebre e omonimo romanzo. Il quindicenne Christopher decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Capisce subito di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, sapeva risolvere, perciò comincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher ha un disturbo dello spettro autistico che rende complicato il suo rapporto con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso degli altri.

“Arsenico e vecchi merletti” è un classico della commedia brillante in un allestimento ispirato e dedicato a Mario Monicelli. Lo scrittore Mortimer Brewster, dopo un passato da scapolo incallito, torna a casa dalle zie Abby e Martha per renderle partecipi del suo recente matrimonio con Elaine Harper. Al suo arrivo scopre però che le due amabili e anziane ziette aiutano quelli che affettuosamente chiamano i “loro signori” ossia gli inquilini ai quali affittano le camere, a lasciare la vita con un sorriso sulle labbra, offrendo loro del vino di sambuco corretto con un miscuglio di veleni, per poi seppellirli in cantina. Nel cast Annamaria Guarnieri e Giulia Lazzarini, la musa di Giorgio Strehler.

Chiude la stagione di prosa la commedia “Che disastro di Peter Pan” con la Filodrammatica di Sant’Eufrasio Piedimonte. Lo spettacolo è concepito per lavorare su due piani narrativi: in primo luogo la classica trama di Peter Pan che tenta di emergere dai disastri e dai contrattempi che si accumulano nella pièce; in secondo luogo la storia degli attori, i loro drammi e i loro intrighi.