La fantasia di coloro che si servono dei sistemi di comunicazione elettronica per tentare truffe ai danni di cittadini inconsapevoli è sempre più fervida. Le frodi telefoniche ed informatiche si fanno ogni giorno più sofisticate e diversificate: alcune possono anche far sorridere (accettazione del curriculum a persone anziane), altre, purtroppo, possono indurre in errore e causare conseguenze spiacevoli.

I dati allarmanti

Nel 2024 sono stati trattati in regione 18.714 casi di truffe online con un incremento del 15% rispetto ai 16.325 del 2023. Le somme sottratte hanno subito un aumento del 32% passando da 137 a 181 milioni di euro. Nel 2024 il centro di Polizia Postale dell’Emilia Romagna ha svolto 1.644 indagini eseguendo 22 perquisizioni, 5 arresti e 250 denunce. 

Le truffe più comuni: anziani nel mirino

 

Una delle truffe più vergognose è quella rivolta agli anziani: telefonate che li spingono a consegnare denaro o beni preziosi con lo scopo di “aiutare parenti in diffficoltà”  (necessità di interventi chirurgici, risarcimento danni da incidenti stradali). 

Inoltre, sono sempre più diffusi i tentativi di impadronirsi di dati personali, per sottrarre denaro oppure per avere informazioni che serviranno per usi illeciti. 

Falsi messaggi da INPS, banche e gestori telefonici

L’ultima truffa diffusa nella nostra provincia, in ordine di tempo, è un messaggio con il logo dell’Inps, in cui si invitano i destinatari ad inviare dati relativi a un’ inventata mancanza nella dichiarazione dei redditi. Possiamo riconoscere la non autenticità dei messaggi  dal fatto che oltre a contenere evidenti errori, è noto come l’Inps non abbia nulla a che vedere con le pratiche fiscali.

 

Non possiamo ignorare, inoltre, la miriade di messaggi apparentemente provenienti da gestori telefonici, banche, siti di e-commerce, con loghi abilmente contraffatti, in cui si chiedono dati (indirizzo, codice fiscale e IBAN), per “effettuare verifiche urgenti”.  Nessuna azienda bancaria, assicurativa, telefonica, o che gestisca siti commerciali tipo Amazon o Ebay, richiede i nostri dati personali, dato che li abbiamo già forniti al momento della chiusura del contratto.

Di recente sono anche stati segnalati tentativi di frode da parte dell’ ASL Romagna che ha gia smentito con un comunicato ufficiale. 

La fretta non aiuta: proteggiti, verifica e prendi tempo

Nel dubbio, prima di rispondere o aprire link, è consigliabile aspettare e mettersi in contatto con l’azienda, tramite canali ufficiali e chiedere la verifica di autenticità del messaggio. 

Questo vale anche per le offerte telefoniche: è opportuno chiedere sempre i dati di chi telefona come nome o codice dell’ operatore. 

 

Denunciare le truffe accertate alle autorità competenti è di fondamentale importanza.

Federconsumatori, assieme allo Spi della provincia di Ravenna, stanno programmando assemblee pubbliche per incontrare pensionati e cittadini per aiutarli ed informarli, spiegando come riconoscere i tentativi di frode. Rivolgersi alle sedi della Cgil della nostra provincia per prendere appuntamenti dedicati.

 

N.Z.