Stanno per “tornare a casa”, nei rispettivi musei, tra cui gli Uffizi di Firenze, i capolavori di Cimabue e Giotto esposti ancora pochi giorni a Ravenna, alla Chiesa San Romualdo, per la mostra “Le Arti al tempo dell’esilio”. L’esposizione, a cura di Massimo Medica, patrocinata dal comitato nazionale del Ministero della Cultura per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, si concluderà infatti domenica 11 luglio. Dal giorno successivo i capolavori presenti torneranno nelle collezioni originarie: i prestiti, provenienti da prestigiosi musei internazionali, ripercorrono le tappe dell’esilio di Dante, iniziato nel 1302 lasciando la sua città natìa, Firenze, attraversando l’Italia tra Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa e giungendo a Ravenna, suo ‘ultimo rifugio’. Tra le opere “ospitate” al San Romualdo, visibili ancora per qualche giorno, “la Madonna di Castelfiorentino” di Cimabue, dal museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino e “il Polittico di Badia” dalla Gallerie degli Uffizi di Giotto. Un altro capolavoro medievale proveniente dalle Gallerie degli Uffizi e “il San Francesco riceve le Stimmate”, del Maestro della Croce 434.
Infine, altra opera pronta a tornare al Museo de Louvre, è “la Madonna in Trono con Bambino”, che lo studioso Corrado Ricci ritenne essere la scultura che vegliava sopra la prima sepoltura di Dante e che per la prima volta, dopo 160 anni torna nella sua Ravenna.
Dante, a Ravenna ultima chance per vedere i capolavori degli Uffizi

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