“Ancora enormi cumuli di legname sono ammassati a formare un tappo sotto il ponte, lo stesso che ha provocato il disastro. La tracimazione avrebbe indebolito le sponde, poi la massa di legname abbandonato e l’incuria hanno fatto il resto. A tre mesi dall’alluvione a Traversara, nel ravennate, non è cambiato nulla. I coraggiosi abitanti che hanno sfidato gli eventi avversi decidendo di rimanere qui perché è difficile abbandonare il luogo dove sei vissuto si domandano per quali ragioni l’amministrazione locale e chi ne ha la competenza e i mezzi non abbiano ancora provveduto a ripulire il corso d’acqua, liberando le arcate dal ponte, visto il concreto rischio di nuove tracimazioni. Ora non ci sono più scuse che tengano. Dalla prima alluvione del 2023 che ha colpito Emilia-Romagna sono trascorsi quasi due anni: è il momento di tirare le somme e trovare le vere responsabilità che sono da attribuire agli amministratori locali e regionali. Prova ne sia la situazione di Traversara dove, a tre mesi dall’ennesima inondazione che ha devastato il paese e le zone limitrofe, tutto è rimasto fermo tanto che ieri, 29 gennaio 2025, si è rischiata una nuova tracimazione del Lamone. Presidente Michele De Pascale cosa aspetti? Se ci sei batti un colpo. Traversare non merita tanta disattenzione”.
Così in una nota la leghista Elena Marin, consigliere territoriale del Mare.

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